torchio

Il Museo dell’Arte del Vino è parte integrante della cultura di questi luoghi e si affaccia su una minuscola piazzetta alla quale si accede superando lo stretto arco di Via del Maestro di Staffolo (probabilmente la prima porta del paese). Il palazzo è stato sede, fino ad epoca recente, di un ospedale fondato prima del 1400: in seguito l’edificio ha ospitato una scuola e, per un periodo, anche il Municipio.

 

Le collezioni sono distribuite su tre piani. Al primo piano sono esposti pezzi arcaici della tradizione vitivinicola: torchi, tini, botti, tinozze, sgranatrici, pigiatrici…

Salendo si arriva ad una sala che conserva una pregiata raccolta di bottiglie di vino e una collezione di staffe antiche. Uno scritto riporta una curiosa leggenda legata a Staffolo.

 

Un’ala dal museo ospita oggetti d’epoca donati da Severino Severini.

Il pezzo più importante si trova non nel museo, ma al centro dell’Enoteca: è un prezioso esemplare di torchio in quercia (in dialetto “frisculu”), datato 1695, uno dei torchi più antichi d’Italia, in perfetto stato di conservazione.